Gonnosfanadiga è un paese collocato in un territorio ricco di acque. I pastori che formarono il primo nucleo abitato s'insediarono nei pressi del torrente Rio Piras (l'elemento naturale più importante per Gonnosfanadiga), attorno alle quali rive si ampliò e sviluppò la comunità gonnese. Questo torrente è inoltre responsabile dell'attuale connotazione fisica del paese, dividendolo in due parti, dette Gonnos e Fanadiga, tra le quali sponde, unite da tre ponti, scorre oggi il Rio Piras.
Il Rio Piras è stato di grande rilievo per la comunità dei Gonnesi fornendo loro acqua potabile, irrigando orti e frutteti che sorgono a valle e a monte del centro abitato, approvvigionando i pozzi costruiti lungo il suo percorso, essendo stato inoltre fonte di energia nel periodo dei mulini ad acqua e avendo mantenuto rigogliosa la vegetazione lungo il suo corso. D'altro canto, è stato anche fonte di minaccia per via del suo regime torrentizio, che nei periodi di piena, ha provocato danni e lutti inondando più volte il paese.
I collegamenti tra le due parti del centro abitato, sono oggi facilitati da tre guadi realizzati in cemento, i quali mettono il fiume al sicuro da eventuali inondazioni, consentendogli un rapido deflusso verso la pianura. Essi sono dislocati come segue: uno tra via Gramsci e via Nuoro, un altro tra Viale Kennedy e Via Cagliari e l'ultimo tra Via Satta e Via Pabillonis.
In passato, specie nei luoghi di campagna (dove si trascorreva la maggior parte del tempo), gli abitanti di Gonnosfanadiga si davano alla ricerca di fonti e sorgenti d'acqua e attribuivano ad esse un significato mistico, quasi religioso. Esse inoltre costituivano, per i Gonnesi, fonte di sollievo nelle giornate più afose dell'estate. Questi elementi determinarono una sorta di culto idrologico che portò gli abitanti di Gonnosfanadiga a prendersi cura di queste risorse acquifere in prima persona.
Oggi sono presenti, in tutto il territorio comunale, numerose di queste fonti e sorgenti che forniscono tuttora un'acqua limpida e fresca. Di particolare rilievo la sorgente Nizzas, che è stata recuperata nel 1997 grazie all'interessamento dell'associazione A.V.I.A. e altri contributi (tra cui quello della stessa Amministrazione Comunale).
Gonnosfanadiga godeva fama di avere acque abbondanti. Esse erano rinomate fra gli abitanti dei paesi vicini; ad alcune sorgenti vennero perfino attribuite proprietà medicamentose e curative. Ne è un esempio Nizzas, la cui acqua assunta quotidianamente curerebbe i calcoli renali.
Altre fonti e sorgenti sono state invece oggetto di storie e leggende che si ricollegano a presenze misteriose e forze dell'occulto.
Diverse sono le leggende collegate al rapporto spirituale che i Gonnesi hanno sempre avuto con l'acqua.
È il caso di Santa Severa, che veniva invocata nei periodi di lunga siccità. Secondo la credenza popolare, toccare la statua della santa con la mano provocherebbe grossi temporali.
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